Oltre il Corpo: L’Essenza della Coscienza Umana

“Non lo ha fatto ad animo leggero, Sagredo.

È stata per lui una decisione sofferta e penosa, ma non poteva fare altrimenti; avrebbe dovuto rinunciare all’abito che porta e ai credi che predica.

Egli non ha coscienza, non sente l’unità dell’infinito universo, non sa che la sua azione di oggi avrà per lui una reazione, in altra sua vita futura; questo vale anche per me e tutti coloro che hanno cercato invano di risvegliare l’umanità dall’inganno.

La terra è una dura scuola: ogni opera lascia una traccia, perché la giustizia vera esiste, figliuolo, anche se in questo mondo non appare”.

“La giustizia vera vuole la vostra morte?” Sagredo è tanto incredulo quanto ammirato dalla saggezza del suo maestro…

“La vogliamo noi stessi, Sagredo, non i nostri corpi transeunti, ma i veri Esseri immortali che siamo.

Che ci piaccia o no, siamo noi la causa di noi stessi.

L’essere non teme la morte, perché sa bene che non esiste. Nascendo in questo mondo, cadiamo nell’illusione dei sensi; crediamo a ciò che appare. Ignoriamo che siamo ciechi e sordi.

Allora ci assale la paura e dimentichiamo che siamo divini, che possiamo modificare il corso degli eventi, persino lo Zodiaco…

Siamo figli dell’unico vero sole che illumina i mondi”.

(…)

Non ci stiamo separando Sagredo, la separazione non esiste. Siamo tutti Uno, in eterno contatto con l’Anima Unica…”

Giordano Bruno, febbraio 1600

Da quando ho scoperto la straordinaria e sofferta vita di Giordano Bruno, che amorevolmente chiamo “Pippo” (il suo vero nome era Filippo), il mio rispetto per lui è cresciuto in modo esponenziale e travolgente. A distanza di secoli, è diventato per me un vero e proprio catalizzatore di pensiero, un insegnante appassionato ed un mentore ineguagliabile ed ispirato. La sua visione e le sue intuizioni illuminanti, che brillavano intense nonostante il buio del suo tempo, continua oggi a guidarmi e ad infondere in me profondo incanto.

Da lui e con lui ho trovato la mia “Meraviglia Ardente“; ed ho dato vita in me, ad un movimento instancabile di ricerca, di riflessione, di libero pensiero, spingendomi audacemente alla scoperta, oltre ogni realtà apparente.

In tempi molto più recenti Albert Einstein, che non era esattamente l’ultimo degli stolti, diceva: “Tutto è energia e questo è tutto quello che esiste. Sintonizzati alla frequenza della realtà che desideri e non potrai fare a meno di ottenere quella realtà. Non c’è altra via. Questa non è filosofia, è fisica.”

Perché accosto queste due incredibili creature? Cosa c’entrano Giordano Bruno ed Einstein nella riflessione che voglio condividere?

C’entrano eccome! Perché entrambi toccano le “tematiche tormentone”, come le chiamo io…

Siamo solo corpi fisici fatti di carne e ossa, o esiste qualcosa di più profondo in noi, qualcosa che non possiamo vedere o toccare? Esiste un’anima? Una coscienza che va oltre il cervello e che sopravvive anche dopo la morte?

Un tempo queste domande erano appannaggio esclusivo delle religioni, dei filosofi, dei mistici. Oggi invece, anche la scienza, e in particolare la fisica quantistica, si interessa molto a questi temi, cercando risposte concrete a domande che ci accompagnano da sempre: chi siamo davvero? Cosa succede dopo la morte? Cos’è la coscienza?

Secondo molte scoperte più o meno recenti, non siamo fatti solo di materia. Alla base di tutto ciò che esiste, compresi noi, c’è pura energia. Ma va?!

Eh già! A quanto pare, i nostri corpi sono solo la forma più “densa” e visibile di questa energia. Al di là del corpo, c’è qualcosa che vive, sente, pensa e forse, almeno a mio parere, continua ad esistere anche dopo la morte del corpo fisico. Alcuni la chiamano Anima, altri Spirito, altri Coscienza.

Bene, e quindi?

Quando non so da dove cominciare, inizio sempre da ciò che osservo nello specchio incredibile che abbiamo a disposizione dentro e attorno a noi. Provate a pensare alla realtà che ci circonda: cambia in continuazione, in modo inarrestabile anche quando non ce ne accorgiamo. Non vediamo le molecole muoversi o le piante crescere istante dopo istante, ma tutto, nell’intero universo che conosciamo, è in perenne movimento.

E per orientarsi in questo apparente caos in continuo cambiamento, l’essere umano ha infatti creato il concetto di “tempo”, ovvero un modo per classificare le trasformazioni che avvengono intorno a noi. Ma se ci pensate, il tempo non esiste come qualcosa di reale: è solo una convenzione, un linguaggio, un codice da noi inventato per descrivere le diverse forme che la realtà, mutevole per sua natura, assume.

È come guardare un film: se lo scomponiamo in fotogrammi, ci accorgiamo che ogni singola immagine è un frammento diverso della realtà. E noi, questi frammenti, li numeriamo in ordine progressivo, per dar loro un senso comprensibile. Perché d’altronde, la nostra mente logica e razionale è lineare, funziona così. E per forza di cose, così funziona anche il tempo che abbiamo “inventato”: serve a dare un nome ad ogni forma che prende la realtà, ma non è qualcosa che “scorre” realmente. Ciò che esiste davvero è solo la realtà che evolve, si trasforma, cambia.

Anche una semplice vongola, senza cervello né pensieri, “sa” quando nascere, come muoversi e quando morire. Ha imparato dalla natura, in milioni di anni, a dialogare con ciò che la circonda. È come se anche in lei ci fosse una forma di consapevolezza. Questo ci fa capire che ogni cosa nell’universo comunica, sente, si adatta, anche se non nel modo in cui noi esseri umani siamo abituati a pensare. L’universo è multidimensionale, non lineare e non locale. E da qualche parte, dentro di noi, nella nostra inconsapevole multidimensionalità questa cosa la sappiamo, la percepiamo.

Ecco perché ancora oggi e forse più che mai, ci domandiamo: dove risiede la nostra Coscienza? Cos’è che ci rende vivi, unici, e forse eterni?

Sempre più scienziati ormai riconoscono che esistiamo su più livelli, non solo fisici ma anche energetici. Ed è stato ampiamente dimostrato in modo incontrovertibile che il nostro corpo emette energia, che i nostri pensieri producono luce (fotoni), e tutto ciò che pensiamo e sentiamo influenza in qualche modo la realtà intorno a noi. Tuttavia, questi argomenti sembrano ancora relegati alle sfere delle discipline spirituali ed olistiche, come se fossero semplici argomenti da bar.

A quanto si evince da ciò che scriveva anche (ma non solo) Giordano Bruno più di 400 anni fa invece, pare sia una verità nota a molti già secoli e secoli fa, ma che anziché essere indagata e diffusa, è stata negata, nascosta, perfino ardentemente perseguitata.

Perché?

Forse perché chi conosce il proprio potere interiore non è facile da controllare?

Forse perché un essere umano consapevole di essere molto più di un corpo, non può essere ridotto ad un mero ingranaggio del sistema?

Forse. A ciascuno le proprie conclusioni.

Oggi però questa verità evidentemente scomoda a qualcuno, riaffiora. E riaffiora prepotentemente, tanto da scomodare il supporto della scienza, e ci spinge a guardare dentro di noi e a riconoscere la nostra reale identità ed il nostro vero potenziale.

Personalmente so che finché avrò respiro nel corpo che mi ospita, non smetterò di cercare, di comprendere ed indagare il nostro reale funzionamento, le nostre potenzialità, il modo di ottimizzare le nostre risorse…

Se siamo multidimensionali, perché continuare ad utilizzare solo una minima parte di ciò che siamo?

Perché mai continuare a rimanere nel recinto bidimensionale?

Io sono affamata ed assetata di conoscenza, di crescita ed espansione …non riesco proprio a smettere di sentirmi affascinata dall’essere umano, dalle sue complessità, da tutto ciò che gli è stato negato…e sentendomi una creatura libera, è mia ferma intenzione cercare e ricercare…scoprire chi sono davvero e come funziono.

Per rendere onore a ciò che sono, per non sprecare talenti e risorse di cui non ho consapevolezza, per non sopravvivere rassegnata a definizioni preconfezionate di me che altri mi hanno fornito o con cui hanno cercato di etichettarmi. Desidero cercare e ricercare le mie risposte…le nostre risposte.

È del tutto naturale che alcuni possano avere difficoltà a comprendere il mio punto di vista, e per questo attaccarmi, o addirittura attribuirmi etichette che possono risultare in qualche modo “offensive”. E’ loro facoltà farlo, tanto quanto lo è per me esprimermi liberamente.

Perché se ho raggiunto una certezza, è che non ci è stata detta tutta la verità. Su tante cose. Intenzionalmente o meno, poco cambia, in ultima analisi.

Ciò che conta, a mio avviso, è che la verità che ci riguarda, ci appartiene. Pertanto scelgo di cercarla dentro di me senza alcuna pretesa ed arroganza. Semplicemente attraverso il fuori, cerco dentro…

E dentro, è il mio spazio, in cui nulla e nessuno può imporre alcunché.

E tu? Cosa o chi pensi ci sia oltre quello che vedi nello specchio?

Sempre con Amore,

Monica

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