C’è un fuoco che arde nel cuore di chi cerca. Un fuoco che trasforma, che consuma il superfluo e lascia brillare l’essenza.
L’alchimia mi affascina da sempre. Non solo come antica scienza ermetica, non solo per le storie di alchimisti che per secoli hanno cercato la Pietra Filosofale nei loro laboratori che mi immagino in luoghi nascosti e segreti. Ciò che più mi ha incantato sempre, è il linguaggio simbolico ed universale dell’alchimia… quella danza di dissoluzione e ricomposizione che è alla base stessa della vita.
Solve et Coagula—distruggere per ricreare, sciogliere per riunire. Un principio che va al di là dei crogioli e delle sostanze misteriose: è la legge stessa dell’esistenza. È la notte che precede l’alba, la perdita che apre la strada alla rinascita, il caos necessario alla creazione. Tutto nell’universo segue questa regola: le proteine che vengono sminuzzate in amminoacidi nel nostro corpo per essere riassemblati poi in altre proteine, le stelle che nascono dalla polvere e muoiono in esplosioni luminose, le piante che si decompongono per nutrire il terreno e dar origine a nuova vita… le nostre stesse anime che si frammentano e si ricompongono in infiniti piani di realtà….
Tutto nell’universo si muove con moto di contrazione e rilascio. E allora, in qualche modo, l’alchimia per me, è la chiave per comprendere l’esistenza, per comprendere qualcosa di più di noi e del nostro intero percorso umano.
Jung diceva che l’opera alchemica non è altro che il processo dell’individuazione, della realizzazione dell’anima. Il piombo che cerchiamo di trasformare non è una sostanza fisica, ma il peso delle nostre paure, delle nostre convinzioni limitanti, delle parti di noi che ancora non abbiamo visto ed accolto. E l’oro? L’oro è la nostra vera essenza, quella luce che splende quando smettiamo di resistere al cambiamento e ci permettiamo di essere nella nostra autenticità.
Pensate a tutte le volte in cui ci capita di sentirci quasi sul punto di dissolverci, di perdere il senso di chi siamo. Quelle fasi di caos e smarrimento che temiamo e da cui fuggiamo perennemente, fanno parte del processo. Sono il solve, il momento in cui la vita ti chiede di lasciar andare ciò che non serve più. Un po’ come la frase che va tanto di moda negli ambienti di crescita che dice che se non buttiamo il vecchio non lasciamo posto per il nuovo.
E poi, lentamente, arriva il coagula: i frammenti si ricompongono in una forma nuova, più pura, più luminosa, più adatta al momento attuale, migliore. Senza il solve, il coagula non avrebbe significato. Questo equilibrio tra distruzione e ricreazione è fondamentale per il nostro sviluppo interiore.
L’alchimia, per me, è questo: un linguaggio antico che racconta il modo in cui l’universo opera, che parla delle leggi che governano il Tutto….la chiave per comprendere il nostro viaggio interiore. È un atto d’amore, un atto di fede nel fatto che ogni perdita prepara il terreno per una rinascita, che ogni oscurità porta con sé l’inizio della luce.
E allora mi chiedo e vi chiedo: quali parti di voi sono ancora pesanti, ancora impure? Quali paure vi impediscono di risplendere nella vostra verità più lucente? È importante se non addirittura vitale esplorare queste domande, immergerci nel nostro mondo interiore e non temere di affrontare ciò che emerge. Solo affrontando le nostre ombre possiamo scoprire chi siamo e permettere alla nostra luce di brillare.
Ogni cosa che abbiamo vissuto, ogni lacrima, ogni lotta, sta preparando il terreno per la nostra trasformazione, la nostra evoluzione, la nostra rinascita. Il nostro oro è già dentro di noi. Dobbiamo solo avere il coraggio di lasciarlo emergere. Questo processo può essere complesso, impegnativo e richiedere tempo, ma è il senso della vita stessa.
Questa è l’alchimia per me: un viaggio d’amore, un ritorno a casa, un ritorno a noi. Voi cosa ne pensate? Vi va di scriverlo nei commenti? Le vostre esperienze e riflessioni sono preziose, e insieme possiamo imparare e crescere in questo viaggio.
Sempre con immenso Amore
Monica


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