A ciascuno di noi può capitare di avere incontri con persone “tentatrici”, che riescono a toccare quella parte di noi che ci spinge a uscire dalla nostra zona di comfort pur di tender loro una mano di “aiuto salvifico”. In realtà, è importante tener conto che sebbene nessuno possa salvarsi da solo, la salvezza rimane una scelta intima, privata e di norma, viene compiuta in solitudine.
Gli altri possono sostenere, affiancare e stimolare il nostro processo di cambiamento, miglioramento e crescita, ma non possono mai determinarlo al di fuori di se stessi. Tanto quanto noi, non possiamo farlo al di fuori di noi stessi.
A volte ci sentiamo frustrati quando non riusciamo ad influenzare le decisioni degli altri, anche quando sembrano autodistruttive. È importante capire che questa esperienza ci insegna che il nostro controllo finisce dove inizia quello degli altri.
Quando non rispettiamo questi confini, rischiamo di allontanarci inconsapevolmente da chi siamo veramente pur di “ottenere potere decisionale” in territori che non ci appartengono e quindi, che non ci competono. Questo può farci pericolosamente smarrire in territori sconosciuti, e trasformarci in una versione di noi stessi distante dalla nostra vera identità, spesso senza nemmeno rendercene conto.
Ognuno di noi porta dentro di sé delle zone d’ombra, dei lati oscuri, ma la differenza sta in ciò che scegliamo di esprimere e nel modo in cui lo facciamo.
Attraverso il paradosso di noi stessi, che emerge in certe situazioni, ci viene fornita l’occasione di vedere con chiarezza ciò che abbiamo scelto di essere in quel preciso frangente, quale parte di noi abbiamo deciso di mettere al timone. E, vedendo noi stessi da una prospettiva più ampia e completa, magari lontana da quella scelta in precedenza, possiamo osservarci nella nostra totalità. In questi momenti, ancora una volta, siamo nuovamente chiamati a fare la nostra scelta: confermare o rimettere in discussione quella pregressa.
Ecco come possiamo crescere nella consapevolezza di noi stessi. In questo modo, possiamo brillare sempre di più lungo il nostro cammino: senza giudicarci negativamente o positivamente, ma riconoscendo e facendo questa scelta ancora una volta.
Tutto ciò che accade in questa dimensione si sviluppa all’interno di noi stessi. Ed è sempre una scelta. Non bisogna dimenticare che non tutto il male viene per nuocere. In questo caso, anche la capacità di vedere la lezione piuttosto che subire gli eventi in modo vittimistico, è e sarà sempre, solo una questione di scelta.

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